Il paniere dei prezzi al consumo: storia e curiosità

Il paniere è un insieme di beni e servizi le cui variazioni di prezzo vengono monitorate per produrre il dato dell’inflazione.

Scopriamo la sua storia e come funziona.

Data:
23 dicembre 2025
Tematiche:

Il paniere: quando è nato e come è cambiato nel tempo

Nato nel 1928, due anni dopo l’istituzione dell’Istat, il paniere dei prezzi al consumo ha subito modifiche nel tempo per adeguarsi alle abitudini di spesa della popolazione: è stato ampliato negli anni con l’eliminazione e l’introduzione di nuovi prodotti, raccontando così un pezzo della nostra storia.

Il primo paniere, in vigore fino al 1938, era suddiviso in 5 capitoli di spesa e comprendeva 59 prodotti, prevalentemente alimentari. Vi figuravano anche la legna secca per il riscaldamento e quella per la cottura dei cibi, accanto all’energia elettrica e al gas: ci riportano a un’Italia molto rurale, con le cucine economiche nelle case e i caminetti per riscaldare gli ambienti. 

Oggi il paniere si compone di circa 1.800 prodotti suddivisi in 12 divisioni di spesa, che diventeranno 13 a partire da gennaio 2026.

Dal 1999, l’aggiornamento del paniere avviene annualmente, con l’inserimento e la rimozione di prodotti e servizi in base alla loro rilevanza nei consumi delle famiglie.

Esempi e curiosità

Ecco qualche esempio e alcune curiosità sui cambiamenti occorsi negli anni:

  • l'acquisto dell'auto e della moto fa il primo ingresso nel paniere nella seconda metà degli anni '60, a testimonianza dell’espansione economica del Paese, che rende accessibili questi beni ad una più vasta platea di famiglie;
  • nel 1977 compaiono gli zoccoli e negli stessi anni troviamo fra le new entry le merendine – monitorate in otto varietà diverse – e la Coca-Cola;
  • la sottoveste e il cappello da uomo escono dal paniere alla fine degli anni '90, così come il fazzoletto di stoffa sostituito dai fazzoletti di carta, entrati nel paniere già qualche anno prima;
  • lo sci diventa uno sport di massa all’inizio degli anni Novanta, e dal ’91 entrano nel paniere gli scarponi da sci, ma non gli sci, che probabilmente vengono più frequentemente affittati. Li troviamo però dal ’96;
  • passando ad anni più recenti, nel paniere del 2018 entrano mango e avocado, segno di nuove abitudini alimentari;
  • nello stesso anno scompaiono dal paniere i servizi di telefonia pubblica, segnale inequivocabile di un cambiamento radicale nelle comunicazioni. A questo proposito, i telefoni cellulari erano entrati nel paniere nel 1996, l’abbonamento a Internet nel 1999;
  • dal 2020 in avanti, per citare solo alcuni esempi, sono entrati nel paniere la ricarica elettrica per auto e il dispositivo antiabbandono, molti prodotti biologici (frutta e verdura), lo psicoterapeuta, la sedia da pc, la friggitrice ad aria, il trasportino per animali, il deambulatore, la bottiglia termica, i corsi di formazione artistico-culturali.

La rilevazione dei prezzi a Milano

A Milano la rilevazione dei prezzi inizia molto prima del 1928, come testimonia un registro su cui venivano raccolte dal 1801 le rilevazioni di 18 prodotti alimentari, oltre ad alcuni prodotti combustibili e agricoli.

Nella gallery puoi vedere alcune immagini dell'annuario dei dati statistici del Comune di Milano (allora denominato Municipio di Milano) del 1884.

Struttura del paniere

Il paniere ha una struttura gerarchica ad albero articolata su più livelli. Al primo livello vi sono le 12 divisioni di spesa (macro-categorie):

All’interno di ciascuna delle 12 divisioni di spesa, la struttura prevede: gruppi, classi, sottoclassi, aggregati di prodotto e singoli prodotti.

Di seguito si riporta qualche esempio di alcune voci di 3 divisioni di spesa. Nell’elenco sono state omesse diverse voci per dare un’idea della struttura.

Come incidono le diverse voci di spesa?

I prodotti e i servizi inclusi nel paniere incidono in misura diversa sul bilancio familiare, anche in base alla frequenza con cui vengono acquistati. Per questo motivo, a ciascuna voce viene assegnato un peso che rappresenta il suo impatto sulla spesa annua media delle famiglie.

Ma come attribuire i pesi in modo corretto, visto che la composizione della spesa cambia da una famiglia all’altra?

L’attribuzione dei pesi si basa sui dati dell’Indagine Istat sui consumi delle famiglie, che rileva annualmente le abitudini di spesa. In base a queste informazioni, viene definita la spesa media familiare, utilizzata come riferimento per stabilire il peso relativo di ciascuna categoria all’interno del paniere.

Il paniere quindi varia nel tempo non solo per l’introduzione o l’eliminazione di beni e servizi, ma anche per l’adeguamento dei pesi assegnati alle singole voci di spesa, in base all’evoluzione dei comportamenti di consumo.

Evoluzione dei pesi nelle 12 divisioni di spesa

Di seguito vengono riportate le variazioni nei pesi delle 12 divisioni di spesa.

Nel 2025, la divisione con il peso più elevato, come negli anni precedenti, è quella relativa ai prodotti alimentari e alle bevande analcoliche, seguita da trasporti e da servizi ricettivi e di ristorazione. Considerando che la somma complessiva dei pesi è pari a 100, le prime quattro divisioni rappresentano complessivamente oltre il 50% del totale.

 

Di seguito sono riportati i pesi delle 12 divisioni negli ultimi 8 anni:

 
 

L’adeguamento del paniere alle abitudini di consumo delle famiglie si riflette in particolare su alcune divisioni di spesa e in relazione a specifici eventi.

La Divisione 1, dedicata ai prodotti alimentari e alle bevande analcoliche, registra generalmente l’incidenza più elevata, trattandosi di consumi poco comprimibili. Questa voce ha un peso tanto maggiore quanto più le condizioni economiche di un paese sono poco favorevoli, e la spesa per i consumi alimentari viene privilegiata rispetto a tutte le altre. Quando il livello di benessere migliora, i consumi si possono invece rivolgere più facilmente anche verso altre categorie di spesa, e quindi il peso percentuale degli alimentari si riduce.

Nel 2008 il peso era pari a 16,9; negli anni successivi si è progressivamente ridotto fino a 16,2 nel 2020. Nel 2021, il peso ha subito un’inversione di tendenza quando, a causa della pandemia scoppiata nel 2020, la quota dei consumi alimentari è aumentata a scapito di tutti gli altri beni e servizi. Il peso è quindi stato aggiornato in quell'anno a 19,3. Negli anni successivi, il valore ha mostrato una nuova tendenza alla diminuzione, pur non tornando ai livelli precedenti al 2020.

L’influenza della pandemia Covid-19 si può osservare anche su altre tipologie di spesa, in particolare: 

  • è diminuita la fruizione e i relativi pesi dei prodotti e servizi relativi a:
    • trasporti (Div. 7)
    • servizi ricettivi e di ristorazione (Div. 11)
    • ricreazione, spettacoli e cultura (Div. 9)
    • in misura minore sono diminuite anche le spese e i relativi pesi di prodotti di abbigliamento e calzature (Div. 3).
       
  • Viceversa sono cresciute altre voci di spesa, in particolare:
    • le spese mediche (Div. 6)
    • spese per la casa e l’abitazione (Div. 4 e 5)


Un altro esempio di modifica importante dei consumi, e di conseguenza dei pesi del paniere, è quello dei costi dei prodotti energetici legati alle tensioni internazionali e acuiti dalla guerra in Ucraina, che ha causato un elevatissimo aumento dei prezzi del gas e degli altri combustibili, ripercuotendosi sulla spesa delle famiglie.

Anche in questo caso, il peso della divisione 4, che comprende tra i prodotti per la casa proprio i combustibili e l’energia elettrica, è stato adeguato l’anno successivo, passando da 10,3 del 2022 a 12,3 nel 2023.