Com'era, com'è: le strade di Milano e i loro cambi di nome nel tempo

Se passeggiando per Milano avete mai cercato una via trovata su una vecchia cartolina o in un romanzo dell’Ottocento, conoscete bene la sensazione: la strada che state cercando non esiste più, o forse esiste ma si chiama diversamente. Le città cambiano, e con esse cambiano i nomi delle loro strade. Un nuovo dataset, Vie di Milano e corrispondenza toponomastica nelle mappe storiche dal 1884, racconta proprio questo: l’identità in continua trasformazione di Milano attraverso i secoli. 

Data:
02 aprile 2026
Tematiche:

Una città, mille nomi

Corso Buenos Aires, Piazza della Repubblica, Corso Italia: nomi familiari a chiunque abbia vissuto o visitato Milano. Ma quante volte si sono chiamati diversamente? La risposta, spesso sorprendente, si trova ora in un unico strumento di consultazione: un dataset che mappa l’evoluzione toponomastica della città dal 1884 a oggi, censendo 37 luoghi milanesi che nel corso dei secoli hanno cambiato nome.

Il progetto nasce nell’ambito di LetMi - Percorsi Letterari a Milano, la piattaforma che esplora il legame tra la città e la letteratura. Leggendo le opere letterarie ambientate a Milano, ci si imbatte spesso in luoghi citati con nomi oggi scomparsi o cambiati. Con questo strumento, è finalmente possibile risalire al luogo reale. 

Per ogni strada, il dataset riporta il nome attuale, le coordinate geografiche e i nomi storici corrispondenti in dieci istantanee temporali: 1884, 1910, 1930, 1946, 1956, 1965, 1972, 1990, 2006 e 2012. Le informazioni provengono dalle mappe georiferite disponibili sulle piattaforme del Comune di Milano. 

Cosa racconta la storia dei nomi

 I cambi di nome non sono casuali. Ogni ridenominazione riflette trasformazioni politiche, urbane e sociali. Dall’analisi emergono alcune tendenze chiarissime. 

  • La prima metà del Novecento è il periodo di maggiore fermento: tra il 1884 e il 1946 si concentrano le trasformazioni più significative, spesso legate all’espansione della città e ai cambi di regime. 
  • L’interramento dei Navigli, i canali che attraversavano la città di cui ad oggi rimangono solo alcuni tratti, ha riscritto la mappa di interi quartieri, cambiando il nome di numerose vie che costeggiavano i canali. L’attuale via Francesco Sforza è una delle testimonianze più significative di questa trasformazione: prima naviglio, ora strada dopo l’interramento. 
  • Le demolizioni dei Bastioni e le modifiche alle Porte storiche hanno lasciato tracce indelebili nella toponomastica, con vie che oggi portano il ricordo di strutture da tempo scomparse. Porta Vittoria, ad esempio, fu abbattuta nel 1881 per fare spazio al monumento alle Cinque Giornate che oggi domina l’omonima piazza.
  • La rapida urbanizzazione dei borghi agricoli è leggibile anche nella toponomastica: fino alla mappa del 1910, nell’area dell’attuale piazzale Susa sorgevano ancora le Cascine dell’Acquabella, quattro cascine quattrocentesche poi inghiottite dall’espansione della città. Quel nome, però, sopravvive ancora oggi nel nome del quartiere. 

Caso studio: Piazza della Repubblica 

Nessun luogo del dataset racconta la storia di Milano meglio di Piazza della Repubblica, che detiene il record di cambi di nome. Era in origine Piazzale della Stazione Centrale, realizzato nel 1865 per collegare il centro alla nuova stazione. Nel 1920 divenne Piazzale Fiume, in omaggio alla città destinata a diventare italiana dopo la Prima Guerra Mondiale. Con l’apertura della nuova Stazione Centrale, l’attuale, nel 1931 cambierà ancora - Piazza Carnaro, poi Piazza Gabriele D’Annunzio - fino ad assumere il nome attuale nel 1946, all’indomani della proclamazione della Repubblica Italiana. Sei nomi diversi per raccontare sessant’anni di storia politica e urbana. 

Come è stato costruito il dataset

Il lavoro è stato svolto manualmente incrociando i dati della piattaforma LetMi con le cartografie storiche disponibili presso il Comune di Milano. Per ogni via, piazza o quartiere censiti, le ricercatrici hanno verificato la denominazione su dieci mappe diverse (1884, 1910, 1930, 1946, 1956, 1965, 1972, 1990, 2006 e 2012), coprendo quasi 140 anni di storia urbana.

Il motivo di questo sforzo nasce anche da un problema concreto: ricercare automaticamente le citazioni letterarie milanesi è difficile se non si dispone di un vocabolario controllato. Una semplice ricerca per parole chiave - “via”, “piazza” - produce risultati incompleti.  

Avere un elenco strutturato di tutti i luoghi, passati e presenti, permette di fare molto di più. 

La selezione dei 37 luoghi censiti è stata guidata da precisi criteri metodologici: sono stati inclusi solo i luoghi riconducibili a coordinate geografiche univoche (requisito fondamentale per poterli visualizzare su mappa) e solo le variazioni toponomastiche documentate a partire dal 1884, data della cartografia storica più antica disponibile. Questo ha escluso, ad esempio, quasi tutte le porte e pusterle medievali, i cui cambi di nome risalgono a secoli precedenti. 

I Linked Open Data e il futuro del progetto

Il dataset sulle strade di Milano fa parte di un ecosistema digitale più ampio costruito attorno ai Linked Open Data (LOD)

Sulla piattaforma LetMi, ad esempio, ogni luogo di Milano è un nodo di una rete: è collegato agli autori che lo hanno citato, alle opere in cui compare, ai beni culturali nelle vicinanze, alle fotografie storiche che lo documentano. Quando il dataset toponomastico viene integrato in questa rete, ogni denominazione storica di una via diventa a sua volta un nodo: consultabile, esplorabile, collegabile ad altri contenuti in modo automatico. 

La costruzione su Open Data e su ontologia LOD, e quindi la sua natura aperta e interconnessa, lascia la porta spalancata. Altri enti, altri dataset, altre piattaforme potranno agganciarsi e arricchire ulteriormente la rete.

Il progetto mira a individuare e raccogliere nuovi elementi della toponomastica urbana, includendo non solo strade, ma anche quartieri (passati e presenti), fermate dei mezzi pubblici, musei, università, impianti sportivi, canali, porte storiche, ospedali, chiese, librerie, stazioni e molto altro. 

Il dataset, quindi, offre una prima panoramica delle trasformazioni toponomastiche, costituendo la base per futuri sviluppi e integrazioni con altre fonti. Non è solo uno strumento tecnico, ma anche una chiave di lettura per comprendere l’evoluzione urbanistica e storica di Milano. 

Consulta il dataset Open Data

Scopri come si chiamavano le strade di Milano nel 1884, durante il fascismo o nel dopoguerra: consulta il dataset e ripercorri 140 anni di storia urbana attraverso i nomi che la città ha scelto per sé. 

Il lavoro di ricerca per la produzione di questo dataset è stato oggetto del Project Work finale di Arianna Guaglione del Master di II livello in Digital Humanities dell'Università Statale degli Studi di Milano (Anno accademico 2024/2025), con elaborato finale dal titolo Attraverso le stratificazioni della memoria urbana. Un dataset per raccontare i cambiamenti toponomastici di Milano dal 1884 tra cartografie storiche e Linked Open Data.

Vie di Milano e corrispondenza toponomastica nelle mappe storiche dal 1884

Gallery

Le parole raccontano, le immagini mostrano. Sul portale Collezioni Digitali Civiche di Milano è disponibile un ricco archivio fotografico e iconografico che documenta la trasformazione della città nel tempo: strade, piazze, scorci urbani che oggi appaiono irriconoscibili. Una selezione di immagini storiche accompagna questo articolo, ma il patrimonio disponibile è molto più ampio.